MARCO BONETTO PHILOSOPHY

L’equilibrio delle superfici e il loro andamento generano la bellezza delle forme, ma è altresì vero che la percezione di qualità del prodotto viene determinata dall’insieme dei dettagli e non dalla forma generale.

A fronte di questa affermazione si può comprendere che fare design non è cosi semplice come molti possono pensare, la mente del designer ragiona assimilando una moltitudine di informazioni che riguardano la nascita del prodotto/progetto, i vincoli produttivi, i vincoli tecnici e tecnologici, l’elettronica da contenere, l’ergonomia del prodotto, il briefing del marketing, i desideri dell’utente, gli scenari di mercato, i Paesi in cui sarà venduto e molto altro che apparentemente spesso rendono una missione impossibile la realizzazione del progetto, eppure sono le condizioni migliori per un designer perché sollecitano maggiormente la sua creatività, Rodolfo Bonetto affermava “Più vincoli mi date e più sarò creativo”.

La mente si sforza per trovare nuove soluzioni in accordo con i limiti, uno sforzo spesso immane ma che crea quella innovazione inaspettata e geniale, certamente anche grazie ad una tecnologia che ci consente di migliorare costantemente il rapporto uomo – macchina e di ridurre gli ingombri a favore della bellezza delle forme.

A questo però va aggiunto il lato “poetico”, ovvero un prodotto non può attirare il consumatore se non trasmette esso stesso un racconto, una storia, per questa ragione in fase di briefing da parte del designer è necessario costruire un DNA specifico tenendo conto anche della storia del committente, e se questa storia non esiste bisogna costruirla. Questo DNA sarà utile anche per la riconoscibilità dello stesso prodotto sul punto vendita incuriosendo e attirando il consumatore.

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