” Il design è come una farfalla”….” Design is like a butterfly “….

Bonetto“Il design è come una farfalla tra le mani, se la stringi troppo muore, se la lasci andare vola via”

” Design is like a butterfly in his hands, if too tight it dies if you let it go flying away “

Mi è difficile parlare della figura di Rodolfo Bonetto astraendomi dal contesto del legame paterno e affettivo. Ho iniziato a lavorare con mio padre nel 1984 e solo allora ho iniziato a conoscerne l’aspetto professionale; decisi di seguire il suo cammino quasi per scherzo, pensando che lavorare con lui sarebbe stato facile, ma non fu così! Aveva un’energia dirompente e non era mai stanco di conoscere, vedere e capire qualsiasi cosa.

Con il passare degli anni, i nostri ruoli all’interno della Bonetto Design erano sempre più distinti e quasi in contrapposizione, lui il designer e io il manager del design. Il suo obiettivo finale, nel progettare un prodotto, era l’utilizzatore e non il committente: “Meglio un utente soddisfatto e un committente insoddisfatto anziché viceversa”; proprio per questa ragione ascoltava con attenzione le problematiche tecnologiche, produttive e di marketing, ma soprattutto chiedeva all’utilizzatore finale quali fossero i problemi.

Ogni volta ascoltava i pareri dei tassisti sugli interni delle automobili, oppure gli operai di uno stabilimento per quanto riguardava le macchine utensili. Il suo modo di lavorare era entusiasmante al punto che riusciva a trasmettere questa passione a chi gli stava vicino; spesso gli incontri con i clienti si trasformavano in una sua “lezione” e più volte ho notato grandi nomi assorti e affascinati ad ascoltarlo, tanto che il vero problema o motivo dell’incontro veniva poi discusso e risolto rapidamente, quasi fosse un elemento di disturbo al resto della conversazione. La progettazione di un nuovo prodotto, anche il più complesso, nelle sue mani diventava un gioco piacevole e affascinante; affrontava ogni problematica con grande umiltà, quasi fosse un ragazzino “alle prime armi”, anche se era esattamente l’opposto quando si dovevano prendere decisioni difficili e strategiche.

C’è una definizione di mio padre sul design che sempre ricorderò: “Il design è come una farfalla tra le mani, se la stringi troppo muore, se la lasci andare vola via”. Come successore della Bonetto Design oggi capisco quanto sia delicata questa professione, dove tutto è diventato merce di scambio, senza più quegli ideali e quei valori umanistici in cui mio padre ha sempre creduto e che ha cercato di trasmettere a chi lavorava con lui, senza con questo banalizzare una professione dove sono necessarie vastissime conoscenze tecniche. Fare design è una missione che richiede una profonda conoscenza, capacità di mediazione, grande rigore progettuale e anche senso dello humour.

Tutte doti che mio padre aveva, unito ad un grande amore per la professione, in cui suo grande riferimento era Marcello Nizzoli. Ricordava sempre per la sua formazione i tecnici della Veglia Borletti, i carrozzieri Pininfarina, Vignale, Boneschi, Viotti, il padre, lo zio acquerellista e lo zio Felice, il corridore automobilistico. Allo stesso modo, non ha mai dimenticato – con un pizzico di nostalgia – il suo trascorso jazzistico e in particolare i cari amici del famoso sestetto con i quali suonava: Oscar Valdambrini, Gianni Basso, Dino Piana… Mi auguro possa essere una testimonianza utile anche per coloro che per la prima volta si affacciano al mondo del design.