Il ruolo culturale dell’impresa:tradizione e innovazione Tradition and innovation of culture industry role

Parlare oggi di design italiano significa analizzare un fenomeno dal successo sorprendentemente duraturo, un fenomeno reso complesso dal non essere caratterizzato dall’univoco e monotono riproporre formule e modelli collaudati, bensì dal costante superamento dei traguardi raggiunti, dall’instancabile ricerca espressiva e dall’effervescente vitalità culturale.

Il costante coraggio di esplorare nuove vie e campi di espressione costituisce una solida e genuina tradizione del design italiano. Questo dinamismo, inoltre, non ha mai portato ad uno sterile e vacuo sperimentalismo, ma ha anzi offerto al design italiano, sempre attento alle esigenze di effettiva realizzabilità del progetto, la capacità di identificare, interpretandole e comprendendole al meglio, le reali necessità, esigenze e bisogni del contesto nel quale è chiamato ad operare, rendendo cosi possibile l’elaborazione di risposte ottimali.

Molte aziende italiane hanno prodotto cultura attraverso il design, generando movimenti di pensiero e correnti storiche che ancora oggi caratterizzano il design Made in Italy nel Mondo. Ma questo oggi non basta più.

La sfida del prodotto globale, che si infrange sulle forti localizzazioni dei Paesi e delle loro culture, i mercati di nicchia che diventano mercati veri e propri, la tecnologia in rapida crescita e i processi produttivi, generano un mercato confuso, dove è molto difficile individuare un prodotto idoneo e mirato a soddisfare l’utenza.

Eppure i designers non si sono fermati, ognuno di noi all’interno delle proprie strutture, ha continuato la propria missione sperimentando linguaggi nuovi e soluzioni di progetto rivolte a generare concepts di prodotti innovativi e più a misura d’uomo. Allo stesso tempo i nostri processi progettuali, le metodologie e gli strumenti si sono evoluti. Oggi siamo in grado di offrire quasi un design “just in time” con sistemi di visualizzazione in virtuale, modelli sofisticati in co-design con le unità di ingegnerizzazione di prodotto che portano a ridurre i tempi di verifica e decisioni.

Design, inoltre, non significa solo evidenziare gli aspetti estetici e formali di un oggetto; esso permette anche di stabilire un sistema di valori di comunicazione con l’utente. Valori che molti oggetti oggi non hanno più perché assorbiti dalla prepotenza della tecnologia, oggetti che non sono amichevoli e non comunicano la propria identità e quella dell’azienda che li produce.

Ecco che allora il panorama dei prodotti diventa confuso e complesso nel loro utilizzo, essi non sono più rivolti a servire l’uomo ma al contrario rendono più difficile la sua quotidianità a partire dall’automobile fino ad arrivare al piccolo elettrodomestico. Il moltiplicarsi delle funzioni e l’esasperazione delle prestazioni genera prodotti con interfacce non sufficienti a rendere il prodotto autocomunicante.

A questo si aggiunge, come citavo prima, il fatto che i prodotti non comunicano più l’identità dell’azienda, la sua storia, la sua cultura, in sintesi non ci trasmettono quel racconto che spesso ha reso mitici i prodotti che hanno fatto la storia della nostra produzione e del design italiano.

Questo panorama produttivo è spesso generato anche dalla convinzione da parte delle aziende di possedere la cultura necessaria al proprio interno per produrre del design innovativo, convinzione che addirittura in molti settori stà già generando delle involuzioni di prodotto altamente pericolose. Peraltro esistono industrie, come le case automobilistiche, che nonostante abbiano più di un centro di design al proprio interno, affidano la prima fase di ricerca del design di un nuovo modello a 3 o 4 designers esterni, al fine di esplorare con ampio spettro gli scenari possibili di ogni nuovo prodotto.

Questi scenari di prodotto, inoltre, sono anche ricercati da specialisti in “advanced design”, ovvero team pluridisciplinari attinenti all’area del design e del progetto, che attraverso metodologie di progetto scientifiche configurano metaprogetti di prodotti destinati al mercato dei prossimi 10/15 anni.

Da questi brevi cenni, quindi, potete comprendere in che modo il design a fronte della domanda del mercato, ha saputo innovarsi mantenendo la propria piattaforma culturale e disciplinare.

Concludo nella convinzione che il design industriale dovrà avere un ruolo importante nei prossimi anni, un ruolo di innovatore intelligente a misura d’uomo, capace attraverso i propri processi e le proprie metodologie di progetto di costituire uno scenario di mercato più evoluto nei suoi contenuti di progetto e più intelligente nelle sue interfaccie di prodotto, con un linguaggio formale innovativo e comunicativo. Ma ovviamente questo dipenderà in gran parte anche dalla volontà delle aziende di tornare a investire nella ricerca e nel progetto.

Marco Bonetto

Speaking of Italian design today means analyzing a phenomenon from the surprisingly enduring success, a phenomenon made complicated not be characterized by dall’univoco and monotonous repeat formulas and models tested, but the constant overcoming of achievements, the indefatigable research and expressive dall’effervescente cultural vitality.

The steady courage to explore new ways and fields of expression is a strong and genuine tradition of Italian design. This dynamic also has never led to a sterile and empty experimentalism, but rather offered to Italian design, always attentive to the needs of actual feasibility of the project, the ability to identify, interpret and understand best, their real needs, needs needs and the context in which he is called to operate, thus making possible the development of optimal responses.

Many Italian companies have produced culture through design, generating movements of thought and historical currents that still characterize the design Made in Italy in the World. But today this is no longer enough.

The challenge of global product, which breaks the strong localization of the countries and their cultures, markets niche markets become real, rapidly growing technology and production processes, generating a confusing market, where it is very difficult to identify a product fit and focused to satisfy the user.

But the designers did not stop, everyone within its structures, continued their mission in experiencing new languages and design solutions aimed at generating innovative product concepts and more humane. At the same time, our design processes, methodologies and tools have evolved. We are now able to offer almost a design just in time “in virtual display systems, sophisticated models in co-design product engineering units that lead to reduce the time of testing and decisions.

Design also means not only highlight the aesthetic and formal aspects of an object, it also allows you to establish a value system of communication with the user. Values that many properties now have absorbed more because of the arrogance of technology items that are not friendly and do not communicate their identity and the company that produces them.

So then the landscape becomes confusing and complex product during use, they are no longer aimed to serve the people but instead make it more difficult to everyday starting the car up to the small appliance. The multiplication functions of exasperation performance generates products with interfaces that are not sufficient to make the product autocomunicante.

In addition to this, as I mentioned before, the fact that the products do not communicate with the identity of the company, its history, its culture, in short not convey that story which has often made legendary products that have made the history of our production and Italian design.

This production scenario is often generated even from the belief by the companies that they have the necessary culture within itself to produce innovative design, the belief that even in many areas is already generating involutions of highly dangerous product. Moreover, there are industries, like car, which despite having more than one design center at home, rely on the first phase research design of a new model to 3 or 4 external designers, to explore with broad-spectrum scenarios possible for any new product.

These product scenarios also are sought by specialists in “advanced design” or multidisciplinary team of design and related area of the project, through methodologies of scientific project meta configure products to be marketed in the next 10/15 years .

From these brief remarks, then you can understand how the design compared to market demand, has been able to innovate while maintaining their cultural platform and discipline.

I conclude with the conviction that the industrial design will play an important role in the coming years, a role as an innovator in intelligent man-sized, able through its own processes and design methodologies to create a market scenario in its most advanced content more intelligent in its design and product interfaces with an innovative formal language and communication. But of course this will depend in large part also on the willingness of companies to go invest in research and design.

Marco Bonetto